Star Trek: Discovery a rischio a causa dello sciopero degli sceneggiatori

In data 24 aprile 2017 il sindacato degli sceneggiatori americani ha annunciato che il 96% degli iscritti ha chiesto di indire uno sciopero, nel caso in cui le trattative per il rinnovo del contratto di settore non vadano a buon fine entro il 1 maggio.

Al momento non si tratta ancora di un vero e proprio rischio per la produzione di Star Trek: Discovery, visto che lo sciopero non è ancora iniziato, ma a quanto evidenziano gli analisti, lo sciopero ci sarà e rallenterà le produzioni di moltissime serie televisive americane.

Lo sciopero, nel caso in cui le rappresentanze degli aziende cine- televisive americane non accolgano le richieste degli sceneggiatori, dovrebbe iniziare il 2 maggio e potrebbe durare mesi. Gli sceneggiatori chiedono un adeguamento dei loro salari e un aggiornamento dei piani di assicurazione medica. In particolar modo protestano contro le nuove esigenze delle case di produzione che, a causa delle nuove piattaforme online e le serie televisive brevi (di 13 episodi), richiedono sempre più “idee” in tempi sempre più stretti.

Alcuni sceneggiatori del team di Star Trek: Discovery hanno aderito alla protesta, manifestando su Twitter le loro idee. Tra questi Be Yeon Kim e Sean Cochran. Lo stesso Supervisore di Produzione (e sceneggiatore) Ted Sullivan ha chiesto ai suoi colleghi di schierarsi a favore dello sciopero (rientrando così in quel 96% di favorevoli alla protesta).

 

Perfino Stella, la cagnolina di Nick Meyer (quindi lo stesso Nick Meyer), sembra aver appoggiato la protesta evidenziando l’importanza degli sceneggiatori con una battuta in stile Trek.

 

Se il sindacato indirà effettivamente lo sciopero, gli sceneggiatori di Discovery smetteranno di produrre testi e storie per la serie. Ovviamente quanto già scritto potrà essere girato (ma non modificato in corso d’opera qualora ce ne sia la necessità) e gli sceneggiatori che ricoprono più ruoli, come lo stesso Ted Sullivan, potranno continuare a svolgere le loro altre incombenze. Se lo scioperò si protrarrà per mesi si corre il rischio che, a un certo punto, la produzione debba fermarsi per mancanza di materiale scritto da girare.

In passato le produzioni di Star Trek hanno già sofferto di problemi dovuti agli scioperi degli sceneggiatori.
Nel 1988 uno sciopero durato 5 mesi obbligò la produzione di Star Trek: The Next Generation a ridurre la durata della seconda stagione della serie da 26 a 22 episodi. La stessa seconda stagione dovette debuttare in ritardo di due settimane.
In tempi più recenti uno sciopero degli sceneggiatori investì la realizzazione del primo film reboot di Star Trek tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008. Sebbene la sceneggiatura del film fosse completata, J.J. Abrams non poté apportare modifiche a gran parte delle scene mentre queste venivano girate.

Il rischio che questo sciopero rallenti la produzione di Star Trek: Discovery è ora indicato come il motivo principale per cui la CBS non si è ancora sbilanciata sull’effettiva data di debutto della serie.

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