Les Moonves conferma il debutto di Star Trek: Discovery all’inizio dell’autunno

Mercoledì 3 maggio, il CEO della CBS Les Moonves ha partecipato ad un incontro sul futuro dell’industria dell’intrattenimento mediatico alla Milken Institute Global Conference di Beverly Hills. Come è facile intuire l’argomento Star Trek: Discovery è venuto fuori parecchie volte durante l’incontro.In particolare è stato chiesto a Moonves come mai la CBS avesse deciso di non avvalersi della piattaforma di streaming Hulu (come NBC e Fox) per la distribuzione della serie. Di seguito la sua risposta:

Hulu è qualcosa di fenomenale ed è un’organizzazione grandiosa. Ci sembrava strano prendere i nostri contenuti, che sono i nostri gioielli di famiglia, e metterli su una piattaforma che ospita anche i nostri concorrenti. Per questo abbiamo deciso di fare da soli e scegliere un’altra strada. Hulu ha un ampio successo, ma con CBS All Access siamo soddisfatti di come vanno le cose. Ovviamente abbiamo messo lì lo spin-off di The Good Wife [The Good Fight] e Star Trek: Discovery arriverà all’inizio dell’autunno. Va tutto davvero bene.

Dopo aver scongiurato il rischio di ritardi nella produzione in conseguenza allo sciopero degli sceneggiatori (che non si terrà), il CEO della CBS si è quindi nuovamente espresso riguardo a quando la serie debutterà. L’indicazione non sembra molto precisa, ma le speranze di vedere Discovery entro la fine dell’anno sono ancora accese.

Moonves ha poi specificato che la CBS considera le serie distribuite tramite CBS All Access dei ‘contenuti premium’ e ha chiarito come Star Trek: Discovery ne sia un esempio perfetto:

Avremmo potuto vendere Star Trek a chiunque e dovunque . C’è stata una guerra di offerte alla CBS, perché stiamo parlando di una proprietà di valore. Ma abbiamo anche imparato qualcosa da Netflix. Abbiamo messo su Netflix le serie precedenti di Star Trek e sono andate molto bene. [Netflix] non diffonde i dati… ma sappiamo che sono andate estremamente bene. Hanno un seguito molto fedele. Così abbiamo pensato “Se gli offriamo un buon prodotto, verranno da noi e pagheranno un abbonamento per vederlo. Sarà speciale.” Ed è questo il motivo per cui abbiamo scelto CBS All Access.

Parlando dell’importanza dei mercati internazionali,  Moonves  ha citato nuovamente Discovery e l’accordo con Netflix:

In ogni decisione che prendiamo, le considerazioni sui mercati internazionali sono sempre molto importanti. […] Non avremmo potuto affrontare la realizzazione di Star Trek, o mantenere alta la qualità dello show, senza l’aiuto di Netflix che lo distribuirà nel resto del mondo, a fronte di una commissione davvero interessante, aggiungerei.
Star Trek non avrà problemi a livello internazionale. Lo stesso non si può dire per The Good Fight, che è uno show prettamente americano. Poi c’è da considerare il genere azione-avventura. Quindi le vendite a livello internazionale hanno un peso nelle nostre decisioni, ma non sono gli unici elementi che prendiamo in esame, almeno non esclusivamente.

A questo punto è intervenuto anche Ted Sarandos di Netflix che, parlando della collaborazione con la CBS, ha detto:

Se avete bisogno di ulteriori conferme sul fatto che non si tratta di un gioco senza perdite e guadagni, vi dico che stiamo facendo la serie di Star Trek insieme. Lo distribuiremo al di fuori degli States. Essendo soci nella produzione, stiamo facendo in modo che uno show che avrebbe potuto essere ‘più piccolo’ venga fuori ‘più grande’. E’ un guadagno netto per tutti.

Infine non poteva mancare un accenno all’annosa questione dei diritti di produzione separati tra Paramount/Viacom e CBS, che non permettono alla prima di operare nell’ambito delle serie televisive di Star Trek, e alla seconda di entrare nel campo cinematografico, impedendo di fatto al franchise di Star Trek di avere una gestione omogenea e organizzata come nell’universo cine-televisivo Marvel/Disney:

Quello è il passato, noi guardiamo avanti, non dietro. Per ovvi motivi alla Viacom sta bene così e alla CBS sta bene così, questo perché siamo praticamente ovunque e su ogni piattaforma, per cui non si può rinunciare alla CBS così come è ora. Non si può vivere senza la NFL, 60 Minutes, Colbert, Big Bang Theory. Siamo a posto così… abbiamo dei contenuti irrinunciabili.

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